Giorno 72 – Borutta dei Benedettini e quel “Che aspetti?” [CHANGES]

Quando qualcosa di grande incombe su di noi, tutto il resto si cancella. Il cuore si riempie di gioia e voliamo su un altro livello. Gli altri camminano pesanti, noi leggeri, come nuvole. Questa è l’introduzione di una storia che parla di cambi di vita. Di domande che cambiano la vita. Di racconti che ti cambiano la vita. E di raccontare tutto ciò che è successo prima non mi va, perché di questa giornata io ricordo esclusivamente questa conversazione.

Ero arrivato alle 18:00 al convento dei Benedettini di San Pietro di Sorres, nei pressi di Borutta. Ad accogliermi Don Angelo, un signore simpaticissimo in quel momento alla reception del convento. “Salve, piacere. Sono Luca e sto attraversando tutti i comuni della Sardegna in bici. Oggi passavo da Borutta, ci sarebbe la possibilità di mettere la tenda e trascorrere qui la notte, magari nel vostro giardino, al sicuro?”, gli chiedo. Mi dice di aspettare due minuti. Se la cava con un giro di messaggi whatsapp agli altri preti del convento. Probabilmente gli danno un consenso, perché nel giro di pochi secondi mi dice di seguirlo. “Vieni con me”, mi dice con le parole e con la mano. Facciamo una camminata verso il giardino, poi si ferma su uno spiazzo. “Qui va bene?”, mi chiede. “E’ perfetto!”, gli dico.

Stendo la tenda e mangio. Poi faccio una breve meditazione. Alle 21:30 lo incontro fuori dalla chiesa. Sto leggendo un libro sulle scale esterne, quando si presenta alle mie spalle, una volta chiuso il portone principale. “Andiamo a fare due chiacchiere?” mi dice. Accetto. E’ una persona perbene Don Angelo, diverso dagli altri preti che ho conosciuto in passato.

Mi parla dei suoi nipotini e delle sue vicende simpatiche. Poi mi passa la parola. Fremo dalla voglia di chiedergli la solita cosa. Non so, lo vedo così sereno nella sua vita da Benedettino, lo vedo vibrare di gioia. Sono curioso di capire come è successo che un giorno ha deciso di fare questo nella vita.

Inizio così: “Angelo, posso chiederti una cosa personale? Poi sei libero di rispondermi o no, ovviamente”. “Certo” mi risponde. “Com’è che un giorno hai deciso di fare il prete Benedettino? Come l’hai scelta questa vita?”. Silenzio per qualche secondo, per niente imbarazzante. Si toglie gli occhiali e se li rimette. E poi parla “Eh, vedi, non c’è stato un solo segnale, ma ce ne sono stati tanti.”

“Il primo è questo. Ero piccolino, 14/15 anni ed ero particolarmente interessato alla storia di Sant’Agostino. Tant’è che mi comprai un libro che parlava di lui. Iniziai a leggerlo, qualche paginetta al giorno, ero piccolo. Mi ricordo esattamente questa frase che lessi ad un certo punto – Che aspetti? Che stai aspettando? A fare quello che vorresti? A diventare la persona che vorresti? – e questa frase mi aveva acceso un fuoco dentro. Non è stato facile per me, la mia famiglia ha fatto tanta fatica ad accettare la mia scelta. Ma io ero fermo in tutto questo.”

Sono pietrificato. Di tutto questo sono ammaliato dalla forza di volontà di Angelo, di andare contro tutto e contro tutti. Di farsi valere, in quello che era e che è diventato.

E in questi giorni stavo pensando che questi articoli stavano diventando un obbligo. E mi faceva male il fegato per questo. Me ne sono andato da un mondo fatto di vincoli, per regalarmi questo momento della mia vita fatto di libertà. Non posso pensare che ci siano vincoli, soprattutto su una cosa che io stesso ho ideato e scelto.

Che sto aspettando a direzionare la mia vita su quello che voglio? Grazie Don Angelo, per avermi aiutato a capire questo. Ho scelto io questo progetto e di scrivere un diario di bordo giorno per giorno. Questo viaggio mi sta cambiando molto intensamente. Oggi mi va di mettere nero su bianco le sensazioni più forti. Domani, magari, mi andrà nuovamente di scrivere gli articoli in maniera dettagliata. Accoglierò tutto ciò che il cuore mi dirà.

Così ci ho pensato su qualche giorno, prima di decidere. Non ho più intenzione di scrivere articoli “tanto per..”. Li vorrei scrivere per trasmettere, per emozionarmi e farmi emozionare. Li vorrei scrivere quando ho qualcosa da comunicare. E così farò. Che piaccia o no, questo sono io. E ancora non è facile accettare tutti questi miei cambiamenti nella mia vita. Vivo ancora con il pensiero di “dover fare” delle cose. Ma non è così. Perché mi sono guadagnato tutto questo. Ho usato tutto il mio coraggio per essere qui ora. Sto imparando ad accogliere tutti i cambiamenti che questo viaggio mi sta portando. Anche se alle volte non è facile.

Ogni giorno sto avendo il privilegio di vestirmi sempre più da me stesso. E per poter, magari un giorno, risvegliare in te che stai leggendo, delle sensazioni che hai tenuto nascoste per troppo tempo. Così come ho fatto io, per 27 anni.

D’ora e poi leggerete articoli che vengono dal cuore. Dal Luca più vero. Grazie a te che sei arrivato fino a qui. E anche a te che non ci sei arrivato. Perché da tre mesi a questa parte, ogni cosa che mi accade è una lezione. Grazie.

27/07/2021